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Visualizzazione dei post da 2019

BALBUZIE? CONOSCERLA AFFRONTARLA E SUPERARLA

Molti bambini piccoli balbettano in un’età tra 2 e 5 anni. In molti casi, la balbuzie scompare da sola all'età di 5 anni. In alcuni bambini, dura più a lungo. Esistono trattamenti efficaci per aiutare i bambini a superarla Nel film "Il discorso del re" ("The King's Speech") è raccontata la storia del Re Giorgio VI d’Inghilterra (padre della Regina Elisabetta II) affetto da una grave balbuzie e in modo molto bello e chiaro, il  rapporto  con il suo logopedista Lionel Logue, che l'ebbe in cura e l’aiutò a superarla. Bruce Willis in alcune interviste ha parlato della sua esperienza di bambino e ragazzo balbuziente: "Quando ero bambino avevo un po' di difficoltà a parlare. I compagni mi prendevano in giro, e io non sapevo che fare. D’altra parte, starmi a sentire era un calvario. Poco dopo ho avuto la fortuna di iscrivermi a un corso di recitazione, credo fosse il primo anno di liceo. Il teatro mi ha aiutato tantissimo. È stato come un miracolo. O me…

LEGGETE AI BAMBINI! SARANNO PIÙ INTELLIGENTI

Molti scrittori e ricercatori in ambito letterario parlano di “poetica della lettura” sottolineando quanto il leggere e quello che si legge, faccia “la differenza” nella vita delle persone, sia da bambini che da adolescenti che da adulti.
Recenti studi scientifici di neuro-psicobiologia, hanno evidenziato un benefico della lettura nella prevenzione il decadimento delle capacità cognitive negli anziani e in una certa misura sull’invecchiamento del cervello. A livello psicologico, indubbiamente la lettura aumenta la capacità di attenzione e concentrazione, rilassa, distrae, appassiona e migliora la vita, rendendo più felici. Ma in che modo la lettura influenza il cervello? Sarà proprio vero, come azzardano alcuni ricercatori, scienziati e letterati, che “un libro al giorno leva l’Alzheimer di torno?” E quanti lettori sono consapevoli o hanno mai pensato di aver usato libri per aumentare il loro Quoziente Intellettivo (QI)? E, nel complesso, la lettura rende davvero più intelligenti?
Riferendo…

LA DEPRESSIONE NON È UN DIFETTO DEL CARATTERE. CELIACHIA E DEPRESSIONE

La depressione è un disturbo frequente nella popolazione ed è caratterizzata da sentimenti continui o di lunga durata di tristezza, mancanza di interesse, tensione che possono interferire con la vita di tutti i giorni. Ogni persona può sperimentare la depressione a qualsiasi età.
LA DEPRESSIONE NON È UN SEGNO DI DEBOLEZZA
La depressione è due volte più comune nelle donne che negli uomini. Segni e sintomi di depressione più comuni includono tristezza, ansia, irritabilità, energia diminuita, difficoltà di concentrazione, abitudini di sonno anomale, alterazioni dell'appetito e altro ancora. Questo requisito è spesso trattato con successo con una combinazione di farmaci e psicoterapia, tuttavia molti individui con depressione non cercano un trattamento a causa di stigma, vergogna o pregiudizio. La depressione non è un difetto di carattere o un segno di debolezza, è un disturbo che se non trattato può diventare una vera e propria malattia.

QUAL È LACONNESSIONE TRA CELIACHIA E DEPRESSIONE?


D…

STUDIARE MUSICA RENDE PIÙ "INTELLIGENTI"? TUTTA LA VERITÀ

Gli studenti delle scuole superiori che seguono corsi di musica ottengono risultati significativamente migliori in matematica, scienze e inglese rispetto ai loro compagni che non studiano la musica.


Erroneamente ancora persiste la convinzione che gli studenti che dedicano tempo alla musica piuttosto che alla matematica, alla scienza e all'inglese, avranno prestazioni e risultati scolastiche inferiori, recenti studi scientifici invece dimostrano proprio il contrario.

Le ricerche
La ricerca condotta daPeter Gouzouasis e dal suo gruppo dell’University of British Columbia ha dimostrato che questa convinzione è sbagliata e ha scoperto che più gli studenti si impegnano con la musica, vanno meglio in matematica, scienze e inglese. Gli studenti che hanno imparato a suonare uno strumento musicale alle elementari e hanno continuato a suonare alle scuole superiori non solo hanno ottenuto voti significativamente più alti, ma alla distanza sono risultati in media circa un anno accademico avanti ri…