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CANI E GATTI AMICI AD OGNI ETÀ!

Da sempre cani e gatti sono amici dell'uomo e sono una buona compagnia in tutte le età della vita. Negli anni '60 fu coniato il termine “pet-therapy” che si indica letteralmente la terapia ed i benefici che si hanno adottando un animale domestico. Il termine ormai in uso anche da noi, è stato coniato dallo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni ’60 e letteralmente significa “terapia dell’animale da affezione”. Si tratta di una tecnica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che valorizza gli effetti positivi della vicinanza di un animale domestico ad una persona o ad una famiglia. 
Qui non vogliamo però affrontare la pet-therapy solo come pratica di supporto in situazioni di malattia o disagio, ma come strumento per migliorare la qualità della vita di adulti e anziani, strumento e sprone ad una crescita armoniosa per i bambini in cui stimola affettività, intelligenza, sensibilità e capacità di prendersi cura di se stessi e degli altri.

COME FUNZIONA?
I benef…
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BALBUZIE? CONOSCERLA AFFRONTARLA E SUPERARLA

Molti bambini piccoli balbettano in un’età tra 2 e 5 anni. In molti casi, la balbuzie scompare da sola all'età di 5 anni. In alcuni bambini, dura più a lungo. Esistono trattamenti efficaci per aiutare i bambini a superarla Nel film "Il discorso del re" ("The King's Speech") è raccontata la storia del Re Giorgio VI d’Inghilterra (padre della Regina Elisabetta II) affetto da una grave balbuzie e in modo molto bello e chiaro, il  rapporto  con il suo logopedista Lionel Logue, che l'ebbe in cura e l’aiutò a superarla. Bruce Willis in alcune interviste ha parlato della sua esperienza di bambino e ragazzo balbuziente: "Quando ero bambino avevo un po' di difficoltà a parlare. I compagni mi prendevano in giro, e io non sapevo che fare. D’altra parte, starmi a sentire era un calvario. Poco dopo ho avuto la fortuna di iscrivermi a un corso di recitazione, credo fosse il primo anno di liceo. Il teatro mi ha aiutato tantissimo. È stato come un miracolo. O me…

LEGGETE AI BAMBINI! SARANNO PIÙ INTELLIGENTI

Molti scrittori e ricercatori in ambito letterario parlano di “poetica della lettura” sottolineando quanto il leggere e quello che si legge, faccia “la differenza” nella vita delle persone, sia da bambini che da adolescenti che da adulti.
Recenti studi scientifici di neuro-psicobiologia, hanno evidenziato un benefico della lettura nella prevenzione il decadimento delle capacità cognitive negli anziani e in una certa misura sull’invecchiamento del cervello. A livello psicologico, indubbiamente la lettura aumenta la capacità di attenzione e concentrazione, rilassa, distrae, appassiona e migliora la vita, rendendo più felici. Ma in che modo la lettura influenza il cervello? Sarà proprio vero, come azzardano alcuni ricercatori, scienziati e letterati, che “un libro al giorno leva l’Alzheimer di torno?” E quanti lettori sono consapevoli o hanno mai pensato di aver usato libri per aumentare il loro Quoziente Intellettivo (QI)? E, nel complesso, la lettura rende davvero più intelligenti?
Riferendo…

LA DEPRESSIONE NON È UN DIFETTO DEL CARATTERE. CELIACHIA E DEPRESSIONE

La depressione è un disturbo frequente nella popolazione ed è caratterizzata da sentimenti continui o di lunga durata di tristezza, mancanza di interesse, tensione che possono interferire con la vita di tutti i giorni. Ogni persona può sperimentare la depressione a qualsiasi età.
LA DEPRESSIONE NON È UN SEGNO DI DEBOLEZZA
La depressione è due volte più comune nelle donne che negli uomini. Segni e sintomi di depressione più comuni includono tristezza, ansia, irritabilità, energia diminuita, difficoltà di concentrazione, abitudini di sonno anomale, alterazioni dell'appetito e altro ancora. Questo requisito è spesso trattato con successo con una combinazione di farmaci e psicoterapia, tuttavia molti individui con depressione non cercano un trattamento a causa di stigma, vergogna o pregiudizio. La depressione non è un difetto di carattere o un segno di debolezza, è un disturbo che se non trattato può diventare una vera e propria malattia.

QUAL È LACONNESSIONE TRA CELIACHIA E DEPRESSIONE?


D…