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Visualizzazione dei post da 2022

SORELLE. GELOSIA E COMPETIZIONE: SENTIMENTI NORMALI E DISTURBI A CONFRONTO

Gelosie, confronto, solidarietà: tra sorelle può innescarsi un mondo variegato di sentimenti.  Li abbiamo approfonditi con la psicoanalista Adelia Lucattini. "Il valore dell’affetto di una sorella: non c’è nulla di simile in questo mondo". Ne era convinta la scrittrice inglese di età vittoriana Charlotte Brontë e forse nessuno può essere in disaccordo. Crescere con un'amica e confidente in famiglia, prima di crearsene delle proprie nel mondo esterno, è una fortuna senza pari, laddove ciò possa accadere. Allo stesso tempo, soprattutto quando si tratta di relazioni al femminile, quindi tra due o più sorelle, con dinamiche differenti in base alla differenza di età, possono innescarsi dei meccanismi delicati di paragone, a volte di competizione. Il pretesto per affrontare la sfera delle relazioni tra sorelle la offrono due top model di punta del fashion system dei nostri giorni, Bella e Gigi Hadid, 25 e quasi 27 anni. In particolare, la più piccola delle bellissime indossat

GENITORI. COME RICONOSCERE E GUARIRE DALLA "SINDROME DEL NIDO VUOTO"

                                                      In genere le mamme soffrono più dei papà per i figli che decidono di andare a vivere da soli. Il dolore che si prova può essere più o meno grande. Molto dipende dalla solidità della coppia e perfino da come è stato elaborato il lutto di figure famigliari importanti, spiega dottoressa Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista, che offre anche suggerimenti per affrontare il distacco   l figlio va a vivere da solo perché lo ha deciso lui, e per sempre. Si vive un dramma, un tradimento, una sconfitta. O magari, solo un grande senso di tristezza. Non accade sempre, né a tutti, ma prima o poi il distacco avviene e ogni genitore reagisce a modo suo. "Quella del nido vuoto è una vera e propria sindrome, riconosciuta come forma di disagio psicologico", dice Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista a Roma. "La si prova quando l'allontanamento è volontario e definitivo; non quando il figlio se ne va per una necess

BAMBINI E ADOLESCENTI: ANSIA DA GUERRA E PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO. COME AIUTARLI AD AFFRONTARLE

Adelia Lucattini, psichiatra psicoterapeuta, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association, esperta in Omeopatia, ci aiuta a capire come affrontare il periodo che stiamo vivendo e come possiamo diminuire o alleviare la sensazione d’ansia e di preoccupazione che ci assale . La dottoressa Adelia Lucattini, grazie alla sua esperienza “sul campo” e alla competenza che ha accumulato negli anni, utilizzando lenti diverse come la psicoterapia, la psicoanalisi, la psichiatria e le medicine complementari, può aiutarci a capire come domare l’ansia che in tempi così difficili colpisce inevitabilmente molte persone. Dottoressa Lucattini prima i due anni di pandemia, adesso la guerra: crede che la nostra sensazione di ansia per il futuro si placherà? Quello che possiamo dire è che purtroppo c’è stata un’intersezione e una sovrapposizione di ansia e preoccupazione tra la pandemia, che piano piano andava scemando senza scomparire del t

COMPRENDERE I COMPORTAMENTI, INTENDERE I SEGNALI E COME PARLARE CON I FIGLI ADOLESCENTI

Le domande da porre e i comportamenti da osservare: due professionisti che i ragazzi li conoscono bene si interrogano sui segnali che i genitori dovrebbero imparare a cogliere. Che i genitori lo vogliano o meno, tutti i figli diventano adolescenti. “È la natura: i cambiamenti sono inevitabili perché legati allo scatto puberale, è una questione ormonale”, spiega Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista con studio a Roma. “Certo non è facile abituarsi al cambiamento ed è normale che generi un terremoto emotivo in madri e padri. La grande sfida è riuscire a controllare la trasformazione più comune alla paura, cioè la rabbia. Oppure il suo opposto, la paralisi mentale”. Ma se è vero che si tratta di un passaggio fisiologico, resta che i ragazzi si trovano ad affrontare una zona grigia in cui possono sorgere dei disturbi veri e propri, da qui la domanda: esistono dei campanelli di allarme che anticipano eventuali disagi? Insomma, i genitori possono armarsi di un decoder capace di captar

COME EDUCARE I BAMBINI ALL'AUTONOMIA. CONSIGLI PER I GENITORI

Come è possibile sviluppare l’autonomia del bambino? “L’autonomia è sia un processo di maturazione psicologica che un processo educativo favorito dai genitori. I genitori hanno il compito e il piacere di educare i propri bambini all’autonomia e progressivamente anche all’indipendenza. Come afferma Roger Money-Kyrle “lo sviluppo di una base, a partire dall’incontro con il seno, verso la madre come persona intera e poi verso la coppia di genitori, fino all’idea di una casa, di un paese a cui appartenere e così via”. John Bowlby specifica che l’autonomia ha tra le sue caratteristiche la capacità di affrontare la realtà che dipende dalla capacità di interiorizzare una base sicura”. Quanto contano secondo Lei la motivazione, il saper infondere fiducia e sicurezza nei bambini? “La fiducia in sé stessi e la sicurezza nei bambini non è dovuta semplicemente a elementi educativi ovvero a gratificarli quando fanno delle cose ben fatte a ad accettare che possano commettere dei piccoli errori

ADOLESCENTI: LA MEDICINA INTEGRATA UNA RISORSA CONTRO ANSIA E DEPRESSIONE

                                       Vivere una pandemia è sfibrante per chiunque. La solitudine forzata, la paura per la propria salute e per il proprio lavoro, l’ansia per la vita dei propri cari. Per alcune fasce d’età, però, è peggio che per altre. E, in questa graduatoria, gli adolescenti sono tra quelli più colpiti. Personalità ancora in fieri, plasmabili, per le quali la socialità rappresenta una chiave di volta. Ma che purtroppo in questo periodo sono costrette a relazionarsi solo attraverso gli schermi gelidi dei monitor, che sia per una chiacchiera, un gioco o una lezione. La medicina integrata può aiutare i ragazzi che hanno una depressione reattiva Per alcuni ragazzi il momento è ancora difficile. Non è in nostro potere rassicurarli sul recupero del tempo perduto. Questo, però, non vuol dire che siamo disarmati. Le terapie integrative, in questi casi, possono essere un valido sostegno e aiutarli a uscire da situazioni che possono peggiorare giorno dopo giorno. Le tera

L'ARTE COME TERAPIA NELLO STRESS POST-COVID

Musica, disegno e teatro possono aiutare a dissipare le emozioni negative legate all'isolamento da pandemia Stanchi, appesantiti, svogliati. La pandemia, che sta facendo intravedere una luce in fondo al tunnel, ha minato le resistenza psicologica di molti. E ripartire appare faticoso. "Un aiuto per lasciarsi alle spalle questo periodo davvero difficile e ritrovare benessere può arrivare dall'arte, intesa come terapia - spiega la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini -. Attraverso il disegno, la pittura, la musica, la danza, il teatro, la fotografia, si mettono in moto tutti e cinque i sensi e si attiva la memoria inconscia legata alle percezioni. L’arte attiva la fantasia, stimola le idee e aumenta la capacità di comprensione, rinforza e amplifica l’intelligenza e può essere di grande aiuto per elaborare i traumi”. Una consapevolezza raggiunta anche oltreoceano. “Non a caso l’Università di Harvard - sottolinea l'esperta - ha attivato il progetto Artful Thinking

COVID-19 E RAGAZZI TRA LOCKDOWN E DAD. I CONSIGLI PER I RAGAZZI E I GENITORI.

Emergenza  Cov id: bambini e ragazzi, tra lockdown e didattica a distanza ( Dad ), stanno manifestando sempre più disagio per questa situazione anomala dovuta al Covid. «Sì, per ché è una situazione che sta durando da molto tempo  - risponde Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi) e della International psychoanalytical association -  i bambini hanno una grande resistenza alla stress soprattutto se seguiti dai genitori, purtroppo però il perdurare di questa situazione anomala lì sta preoccupando perché i piccoli sentono tutto, anche se la famiglia cerca di proteggerli dalle cattive notizie e dalle proprie ansie.  Sono inoltre terrorizzati all'idea che i loro genitori si ammalino, temono di ammalarsi loro stessi perché conoscono qualcuno a cui è successo, compresi i loro compagni di scuola. La scuola stessa, per come è organizzata, è a. Anche se una volta in classe si tranquillizzano, quando tornano a casa sono più agitati o più apatic