Passa ai contenuti principali

PET-TERAPY. GLI ESPERTI CONSIGLIANO CRICETI, PORCELLINI D'INDIA E CONIGLIETTI






Con l'avvicinarsi delle festività natalizie molti bambini chiedono di poter ricevere in dono un regalo "speciale", un animale domestico tutto per loro.
Molto spesso spesso i genitori si chiedono se anche i piccoli roditori siano indicati per i bambini, un po’ preoccupati per le possibili allergie o di malattie del pelo di cui possano essere portatori o dei parassiti. 
Inoltre si chiedono se siano animali troppo fragili e delicati o i difficile gestione in casa.
I piccoli roditori sono animali domestici miti e adatti ai bambini. Facilmente addomesticabili e gestibili anche in appartamento, non portano malattie né provocano allergie. 
Come tutti gli animali domestici necessitano di controlli dal veterinario, specializzato in piccoli roditori e animali esotici, che  potrà indicare vaccinazioni o cure specifiche se e solo quando necessario.
I bambini sono felici e rassicurati dalla loro compagnia, imparano a prendersi cura e a giocare con un essere vivente, sentendosi ricambiati nel loro affetto. 
Una vera e propria, salutare, “pet therapy”!
Questi piccoli animali creano infatti, nei bambini, un mondo speciale in cui fantasticare e proiettare parti di sé, sperimentando legami intimi e intensi che li aiuteranno a crescere meglio.

Adelia Lucattini


Il Tirreno - Benessere & Salute




Post popolari in questo blog

LO SPORT AGONISTICO FA BENE AI BAMBINI:POTENZIA IL TALENTO E ORGANIZZA IL TEMPO

Il 10% degli adulti svolge un’attività sportiva regolarmente mentre i bambini svolgono una pratica quasi quotidiana tra scuola, associazioni e società sportive.  Lo sport agonistico nelle prime fasi dell’età evolutiva (tra i 3 e i 18 anni) è ormai un fenomeno di massa, ma ci sono dei rischi?  Imporre modelli di prestazioni difficilmente raggiungibili espone a delusioni e mortificazioni, un indirizzamento corretto invece potenzia il talento personale e aiuta i bambini ad organizzare il loro tempo interno attraverso l'impegno che diventa piacere e gioco. QUALI SPORT PER I BAMBINI 
Dalla metà degli anni ‘90 la pratica di uno sport è stata inserita tra le attività quotidiana dei bambini, cui si offre oggi l’opportunità di avvicinarsi a molte discipline sportive diverse, dalle più popolari calcio, basket, pallavolo, nuoto, ad altre meno praticate come scherma, rugby, pattinaggio, arti marziali.  Conseguentemente è cresciuto anche l'interesse verso l'agonismo di massa, cui ci si avvi…

BALBUZIE? CONOSCERLA AFFRONTARLA E SUPERARLA

Molti bambini piccoli balbettano in un’età tra 2 e 5 anni. In molti casi, la balbuzie scompare da sola all'età di 5 anni. In alcuni bambini, dura più a lungo. Esistono trattamenti efficaci per aiutare i bambini a superarla Nel film "Il discorso del re" ("The King's Speech") è raccontata la storia del Re Giorgio VI d’Inghilterra (padre della Regina Elisabetta II) affetto da una grave balbuzie e in modo molto bello e chiaro, il  rapporto  con il suo logopedista Lionel Logue, che l'ebbe in cura e l’aiutò a superarla. Bruce Willis in alcune interviste ha parlato della sua esperienza di bambino e ragazzo balbuziente: "Quando ero bambino avevo un po' di difficoltà a parlare. I compagni mi prendevano in giro, e io non sapevo che fare. D’altra parte, starmi a sentire era un calvario. Poco dopo ho avuto la fortuna di iscrivermi a un corso di recitazione, credo fosse il primo anno di liceo. Il teatro mi ha aiutato tantissimo. È stato come un miracolo. O me…

LA DISTRAZIONE NON È PIGRIZIA... È STANCHEZZA!

Parliamo della neuropsicobiologia della distrazione da stanchezza e come la psicoanalisi può aiutare a stare meglio.
Cosa dice la scienza sugli errori da distrazione
Un gruppo di ricercatori coordinati dal prof. Vladislav Vyazovskiy che insegna Psichiatria all’Università del Wisconsin, con sede nella città di Madison (USA), ha scoperto la causa degli errori di distrazione, che finora non avevano una spiegazione scientifica, ma erano attribuiti solo alla incapacità di concentrarsi. Essi sono causati da un momentaneo addormentamento di pochi gruppi di cellule cerebrali, che influenza pesantemente il nostro modo di agire anche se sembriamo svegli e vigili. Questa scoperta consente per la prima volta di comprendere che la distrazione è frutto dell’eccessiva stanchezza. E così piccolissime porzioni di cervello, a volte, si spengono, come accade ai computer o ai telefonini che, quando non sono utilizzati per un po’ di tempo, sospendono le loro funzioni e il loro schermo diventa nero.
Senza ripo…