Passa ai contenuti principali

SCIOGLIAMO I CONFLITTI CON I FIGLI ADOLESCENTI (13-19 ANNI)




Risultati immagini per FIGLI 14 20ù ANNI E MAMMA

Esiste un momento in cui ci si rende conto che allentare la presa può essere una strategia per migliorare le cose. Molte delle frizioni della quotidianità, infatti, avvengono nelle “aree di compromesso” dei rapporti familiari e con i figli.
Proviamo a capire come gestire la nostra presenza con i figli con la finalità di allentando le tensioni diminuendo così i conflitti.


QUANDO I FIGLI SONO ADOLESCENTI  TRA 13 E 19 ANNI


1. Stabilite insieme le regole base della convivenza familiare

Da una parte aiuti tuo figlio a definire e assumere delle responsabilità e, dall’altra, sarà un po’ più facile cercare di mantenere l’ordine sulla base delle regole che lui ha condiviso. 
I genitori hanno il compito di fornire le regole, sono normativi per definizione e i figli se lo aspettano. 

Con l’adolescenza inizia la “contrattazione” necessaria perché i figli arrivino a definire la propria identità, simile, ma diversa da quella dei genitori. Cedere su alcune regole dell’infanzia è naturale e sano, mantenerne altre è altrettanto necessario.

L’elemento nuovo, dunque, sono le “nuove regole”, più facili da rispettare per i figli e meno “dure” da gestire per i genitori. “Le regole condivise non azzerano le distanze generazionali, ma le rinforzano, riconoscendo però un cambiamento nel rapporto genitori-figli che non si perdono crescendo, ma invece si “recuperano” a un livello più maturo e spesso proficuo, migliore.


2 -  Non cedete alle provocazioni tipiche dell'adolescenza

Non prendere in modo personale quello che i tuoi figli adolescenti ti dicono: “Gli adolescenti sono svegli, reattivi e pungenti, talvolta sarcastici e critici. Identificandosi con i genitori, riconoscono in loro anche i propri limiti e difetti, per questo hanno bisogno di dirlo, di parlarne”

Per gli adolescenti, è un banco di prova della propria affermazione, per gli adulti è l’occasione per fare i conti con le proprie debolezze e imperfezioni, tenendo il timone saldo in mano. 

Attenzione: La critica non può essere falsa, proditoria o offensiva. La verità va detta, ma bisogna imparare i modi e i tempi giusti. Alla critica ingiusta, dunque, è necessario opporsi e  controbattere con valide motivazioni, perché la soglia del rispetto e della buona educazione vanno sempre mantenute. 
Ai genitori l’arduo compito d’insegnare e mostrare anche con esempi la differenza.


3 -  Non rivangate inutilmente il passato, ma solo con un progetto costruttivo

Non continuare a parlare di un episodio spiacevole per dimostrare qualcosa a tuo figlio, perché serve solo ad alimentare tensione: “Il passato è passato e non può essere cambiato.

Tornare su qualcosa che è successo può essere utile solo se è per riprendere un discorso sospeso, anche un errore commesso, ma per poter dare un’indicazione, per non commetterlo ancora. 

Insomma, l’importante è andare avanti, sapendo che nessuno è perfetto.


Adelia Lucattini



Vai alla fonte


Articolo della giornalista Stefania Medetti
"10 idee salvaserenità: come evitare conflitti con i figli". Pubblicato su:
D-Repubblica.it - Lifestyle


SIPSIeS.ORG



Post popolari in questo blog

LO SPORT AGONISTICO FA BENE AI BAMBINI:POTENZIA IL TALENTO E ORGANIZZA IL TEMPO

Il 10% degli adulti svolge un’attività sportiva regolarmente mentre i bambini svolgono una pratica quasi quotidiana tra scuola, associazioni e società sportive.  Lo sport agonistico nelle prime fasi dell’età evolutiva (tra i 3 e i 18 anni) è ormai un fenomeno di massa, ma ci sono dei rischi?  Imporre modelli di prestazioni difficilmente raggiungibili espone a delusioni e mortificazioni, un indirizzamento corretto invece potenzia il talento personale e aiuta i bambini ad organizzare il loro tempo interno attraverso l'impegno che diventa piacere e gioco. QUALI SPORT PER I BAMBINI 
Dalla metà degli anni ‘90 la pratica di uno sport è stata inserita tra le attività quotidiana dei bambini, cui si offre oggi l’opportunità di avvicinarsi a molte discipline sportive diverse, dalle più popolari calcio, basket, pallavolo, nuoto, ad altre meno praticate come scherma, rugby, pattinaggio, arti marziali.  Conseguentemente è cresciuto anche l'interesse verso l'agonismo di massa, cui ci si avvi…

BALBUZIE? CONOSCERLA AFFRONTARLA E SUPERARLA

Molti bambini piccoli balbettano in un’età tra 2 e 5 anni. In molti casi, la balbuzie scompare da sola all'età di 5 anni. In alcuni bambini, dura più a lungo. Esistono trattamenti efficaci per aiutare i bambini a superarla Nel film "Il discorso del re" ("The King's Speech") è raccontata la storia del Re Giorgio VI d’Inghilterra (padre della Regina Elisabetta II) affetto da una grave balbuzie e in modo molto bello e chiaro, il  rapporto  con il suo logopedista Lionel Logue, che l'ebbe in cura e l’aiutò a superarla. Bruce Willis in alcune interviste ha parlato della sua esperienza di bambino e ragazzo balbuziente: "Quando ero bambino avevo un po' di difficoltà a parlare. I compagni mi prendevano in giro, e io non sapevo che fare. D’altra parte, starmi a sentire era un calvario. Poco dopo ho avuto la fortuna di iscrivermi a un corso di recitazione, credo fosse il primo anno di liceo. Il teatro mi ha aiutato tantissimo. È stato come un miracolo. O me…

LA DISTRAZIONE NON È PIGRIZIA... È STANCHEZZA!

Parliamo della neuropsicobiologia della distrazione da stanchezza e come la psicoanalisi può aiutare a stare meglio.
Cosa dice la scienza sugli errori da distrazione
Un gruppo di ricercatori coordinati dal prof. Vladislav Vyazovskiy che insegna Psichiatria all’Università del Wisconsin, con sede nella città di Madison (USA), ha scoperto la causa degli errori di distrazione, che finora non avevano una spiegazione scientifica, ma erano attribuiti solo alla incapacità di concentrarsi. Essi sono causati da un momentaneo addormentamento di pochi gruppi di cellule cerebrali, che influenza pesantemente il nostro modo di agire anche se sembriamo svegli e vigili. Questa scoperta consente per la prima volta di comprendere che la distrazione è frutto dell’eccessiva stanchezza. E così piccolissime porzioni di cervello, a volte, si spengono, come accade ai computer o ai telefonini che, quando non sono utilizzati per un po’ di tempo, sospendono le loro funzioni e il loro schermo diventa nero.
Senza ripo…